ABITARE IL CORPO

ABITARE IL CORPO

Inserito da Valentina Cerami il giorno

 

Per noi, il punto d’incontro è sempre stato lì: nella ricerca di un equilibrio tra forma e funzione, tra struttura e movimento, tra ciò che un abito mostra e ciò che lascia libero.

MA VA’ nasce dall’incontro di due mondi che ci appartengono: l’architettura e la sartoria. Due discipline apparentemente lontane, unite dalla stessa attenzione per le proporzioni, i materiali, i dettagli e il modo in cui una forma prende vita.

La nostra storia comincia molto prima del marchio. Comincia tra i tessuti, i gesti e gli strumenti del mestiere, nell’atelier di nostra nonna, dove da bambine giocavamo sotto il grande tavolo da lavoro mentre intorno a noi prendevano forma gli abiti. La sartoria faceva parte del nostro quotidiano: era fatta di mani, di pazienza, di intuizioni e di conoscenza della materia.

Poi è arrivata l’architettura, con il suo modo di osservare lo spazio, studiare le proporzioni e costruire relazioni tra gli elementi. Uno sguardo che, nel tempo, abbiamo portato anche nel nostro modo di progettare vestiti.

La forma prima dell’abito

Per noi progettare un capo significa partire dalla forma, immaginare come si relazionerà con il corpo, come cadrà, come accompagnerà un gesto.

Un volume può dare presenza senza costringere. Una linea può definire una silhouette senza limitarla. Un tessuto può trasformare completamente la percezione di una forma, rendendola morbida, strutturata, leggera o decisa.

È in questo dialogo che prende vita il nostro lavoro: non vestire il corpo imponendogli una forma, ma progettare forme capaci di incontrarlo.

La materia ha una voce

Ogni progetto comincia anche dalla scelta dei materiali. Ne osserviamo la consistenza, il peso, la caduta, il modo in cui reagiscono al movimento e alla luce.

Crediamo che un tessuto non sia soltanto una superficie da trasformare in un abito, ma una parte essenziale del progetto. È la materia stessa a suggerire possibilità, a porre domande, a indicare una direzione.

Da qui nasce il nostro interesse per i dettagli costruttivi, per le proporzioni non convenzionali, per i volumi che lasciano spazio al movimento. Elementi che, insieme, danno carattere a un capo senza bisogno di eccessi.

ABITARE, non soltanto indossare

ABITARE nasce da questa ricerca.

È una collezione che guarda all’abito come a uno spazio personale: qualcosa che entra nella quotidianità, accompagna i gesti e si trasforma insieme a chi lo indossa.

Le forme sono essenziali, ma non anonime. I volumi sono studiati, ma lasciano libertà. La sartorialità incontra un linguaggio contemporaneo, in cui ogni elemento ha un ruolo e ogni dettaglio contribuisce all’equilibrio complessivo.

La collezione uomo e donna condivide la stessa visione progettuale, pur esprimendosi attraverso forme e caratteri differenti. Non due mondi separati, ma interpretazioni diverse di una medesima ricerca.

Perché vestire, per noi, significa anche scegliere lo spazio che vogliamo occupare, il modo in cui vogliamo muoverci e la relazione che desideriamo avere con ciò che indossiamo.

Una forma da vivere

Con MA VA’ continuiamo a esplorare questo incontro tra architettura e sartoria, lasciando che ogni progetto nasca dal dialogo tra idea, materia e corpo.

Non cerchiamo l’abito perfetto in senso assoluto, ma quello capace di trovare il proprio equilibrio con chi lo indossa.

Una forma da vivere, prima ancora che da mostrare.

MA VA’ — L’architettura incontra il corpo.

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